A Theory for Flake Creation
A Status Report of Research Begun April, 1997
Tony Baker
December 21, 2003
adattamento e revisione di Vittorio Brizzi - aprile 2006

Vibrazione dei Nuclei

Figura 1 rappresenta un elemento verticale di materiale pseudo-cristallino, lungo 2.54 cm  e spesso 0,6 cm, ancorato fermamente ad un supporto orizzontale alla sua base, come fosse un nucleo delle stesse dimensioni. Se viene applicata una forza sul piano (di percussione/pressione) il nucleo si piegherà come in Figura 2. Naturalmente la flessione raffigurata è molto maggiore di quella che avviene nella realtà, ma la flessione avviene comunque.

Quando la forza (che ha agito sul nucleo) viene rapidamente rimossa, il nucleo ritorna nella sua posizione iniziale che si osserva in Figura 1. Ancora, Figura 2 è la forma curva e Figura 1 è la forma di partenza.Se la forza è rimossa istantaneamente, il nucleo vibra come in Figura 3. Questa vibrazione è identica a quella che avviene ad un diapason o un metronomo. Cliccando su Figura 4 causerà una vibrazione di un solo ciclo.  Cliccando su Figura 4 qualche volta si può apprezzare il moto durante un ciclo completo. La sottile linea nera verticale indica il nucleo alla posizione di partenza. All'inizio del ciclo, il nucleo si trova sulla destra a velocità zero. Come inizia a muoversi verso sinistra guadagna velocità. Quando attraversa la linea verticale ha compiuto 1/4 del ciclo completo ed è alla sua massima velocità. Passata questa posizione, il nucleo giunge alla posizione opposta e rallenta, completando la metà del ciclo. Ancora ritorna verso destra, acquistando velocità e passando la linea verticale (3/4 di ciclo). Poi continua terminando il suo ciclo all'estremità destra. Il tempo impiegato dal nucleo per compiere l'intero ciclo è di 0.000476 secondi, ed è chiamato periodo della vibrazione. Una frequenza di 2116 cicli al secondo (hertz) è ben udibile dall'orecchio umano (è tra le note acute del pianoforte).

Questo periodo del nucleo non varia con il variare della quantità dello spostamento iniziale. Figura 5 compara le vibrazioni del nucleo per due diversi punti di partenza della vibrazione. Come può essere ben notato, il tempo del ciclo completo è lo  stesso anche se la posizione di partenza (rossa) è appena la metà della precedente (nera). E' un dato molto importante: significa che la velocità dell'estremità del nucleo è maggiore per spostamenti maggiori dalla verticale. Il periodo è indipendente, ma la velocità no. Il periodo è funzione della forma del nucleo, della sua massa, del suo materiale; rimuovendo del materiale dal nucleo cambiano la forma e la massa del nucleo (non apprezzabilmente con la rimozione di una singola scheggia. Generalmente un bravo scheggiatore sa adeguare la forza dei suoi colpi e gli angoli di impatto (AOB) inconsciamente durante la riduzione del nucleo.

La lavorazione per pressione è l'applicazione di una forza che aumenta in modo lento. La forza è applicata così lentamente che l'intero nucleo si inflette rispondendo ai graduali cambiamenti di forza agente. In altre parole, non vi sono effetti di inerzia; l'intero nucleo e il supporto reagisce alla pressione e risponde ad essa.Figura 2 è un esempio di un carico applicato per pressione, l'intero nucleo subisce la forza e risponde ad essa flettendosi.L'ammontare della deflessione è direttamente proporzionale alla forza che vi è applicata - maggiore la forza maggiore è la deflessione. Questo è evidente in Figura 5 La risposta della linea nera è stata creata matematicamente applicando una forza doppia rispetto alla linea rossa, ma è sempre lo stesso nucleo in ciascuna risposta.

Allora, cosa determina quanta forza deve essere applicata ad un nucleo per iniziare una frattura con il ritocco a pressione? E' la forza dei muscoli nelle mani (o nelle gambe)? No, tutto dipende dal piano di pressione. La resistenza del piano di pressione determina quanta forza lo scheggiatore deve esercitare per avviare una frattura. Se la resistenza è debole, poca energia applicata corrisponde ad una piccola scheggia staccata. Se la resistenza è alta, molta energia è necessaria per innescare la frattura, ma la scheggia risultante sarà lunga. Alcune volte la resistenza del piano di pressione è così alta che, nonostante venga impiegata molta forza nessuna scheggia si manifesta.

La resistenza del piano di pressione può variare per un discreto numero di motivi. Se il punto di pressione è interno al margine del nucleo, la resistenza è più alta che non sul margine. Se il punto di pressione è sul margine, e la preparazione del punto di pressione è avvenuta con abrasione, allora la resistenza diminuisce. Ovviamente la resistenza del piano di pressione non deve essere né troppa né poca, deve essere "adeguata". E' noto come questa variabile sia critica in assoluto. E' la regione per cui Whittaker scrive: platforms are the key to successful knapping (1994:98). Bob Patten aggiunge in merito: preparing a stable platform is one of the most crucial skills a knapper can develop (1999:39).

Figura 6 è una animazione del nucleo di Figura 1, ove la forza è lentamente applicata al piano di pressione. La forza è applicata nel punto indicato dalla piccola croce e perpendicolarmente alla faccia del piano di pressione. L'inflessione è ingrandita 15.000 volte. Cliccando in Figura 6 un paio di volte si nota il movimento del piano di pressione. Notare (alla fine dell'animazione) come l'intera lunghezza del nucleo è interessata alla vibrazione, e come essa comporti ulteriore "energia" accumulata dal nucleo.

Come scritto prima, se la forza è applicata gradualmente fino al limite identificato dalla resistenza del piano di pressione, allora la frattura si innesca. In Figura 7 la frattura è evidenziata dall'animazione. Dopo che la frattura è iniziata, ed inizia a propagarsi verso il basso, la forza necessaria per separare la scheggia dal nucleo è estremamente bassa. per semplificare questa teoria, la consideriamo uguale a zero, e il nucleo è libero di vibrare alla sua naturale frequenza di oscillazione1. Figura 8 descrive la creazione di una scheggia completa tenendo conto di questo assunto. Semplicemente, la frattura si propaga dal nucleo spingendo "in fuori" la scheggia, allontanandola dal nucleo. Cliccando su Figura 8 tante volte quanto necessario per comprendere il movimento del nucleo e del piano di pressione durante la creazione della scheggia.

Il movimento del piano di pressione, durante la creazione della scheggia in Figura 8, è inesistente. L'animazione rappresenta uno strumento rigido (o ritoccatore a pressione) che non si deforma e non si muove durante la fase di contatto e di applicazione della forza. Questo esempio si riferisce ad una scheggia creata sfruttando la sola energia immagazzinata nel nucleo. Non vi è nessuna energia trasmessa dal ritoccatore dopo l'innesco della frattura.

Con questa premessa (una forza che separa la scheggia dal nucleo che è uguale a zero, e un ritoccatore rigido) si può determinare il tempo necessario a creare una scheggia, o la velocità di propagazione di essa. Notare in Figura 8:  la frattura termina nello stesso momento in cui il nucleo ritorna alla posizione di iniziale equilibrio statico. L'intervallo di tempo che va dall'inizio della vibrazione del nucleo (inizio della frattura) al suo ritorno alla posizione di equilibrio corrisponde ad 1/4 del periodo (0.0004726 secondi) o 0.0001182 secondi. Se il nucleo (e quindi la frattura) è di 2,54 cm., dividendo per 0.0001182 secondi si può ottenere la misura approssimata della velocità media di propagazione, 215 metri al secondo.2

Un ritoccatore "rigido" produce quindi una scheggia, come rappresentato in Figura 8 poiché il piano di pressione non si muove dopo l'innesco della frattura. I ritoccatori assolutamente rigidi ovviamente non esistono in natura, ove esistono invece ritoccatori che si deflettono (si comprimono e si flettono) nel momento che applicano la forza al nucleo, esattamente come il nucleo si deflette quando la forza è rivolta contro di lui. Quando la frattura inizia, il ritoccatore cerca di ritornare alla sua configurazione iniziale esattamente come il nucleo. Il risultato è il ritoccatore che "spinge" il piano di pressione lontano dal nucleo, ed aiuta così alla propagazione della frattura e quindi al distacco della scheggia. Figura 9 è l'esempio di una frattura provocata da un ritoccatore reale, non rigido.

La sola differenza tra l'azione rappresentata in Figura 8 e quella in Figura 9 è solo nel ritoccatore (nella sua rigidità). Tutti gli altri parametri sono uguali ( angolo di impatto (AOB), angolo della piano di pressione, resistenza del piano di pressione, ecc). Figura 10 è un esempio di un ritoccatore ancor meno rigido di quello responsabile del comportamento evidenziato in figura 9 (ancora tutti gli altri parametri sono uguali). Le schegge create in figura 9 e 10 sono schegge "a piuma" 3  Più è flessibile il ritoccatore, più corte e sottili sono le schegge create, e più grande è il bulbo di compressione. Queste osservazioni restano sempre valide, purché vengano tenuti inalterati gli altri parametri. Ovviamente lo scheggiatore può modificare l'angolo di impatto e ottenere schegge più lunghe.

 

Carico Statico e Carico Dinamico

L'energia può essere applicata al nucleo in modo statico o in modo dinamico. Nella sezione Vibrazione dei Nuclei, l'intera discussione riguarda il carico Statico. Il ritocco a pressione avviene in modo statico. Anche alcune azioni di percussione diretta avvengono in modo statico, ma altre avvengono in modo dinamico. Quale è la differenza tra i due modi? o meglio, come possono essere definiti?

La risposta a queste domande può essere osservata in Figura 11. Fondamentalmente il moto del nucleo (non quello del piano di percussione) al momento dell'innesco della frattura definisce il "modo". Un'immediata inversione della direzione di moto del nucleo verso la posizione di equilibrio iniziale mentre la scheggia si muove in direzione opposta determina il modo statico. Se il nucleo continua il suo movimento nella direzione medesima della scheggia in formazione allora il modo è dinamico. Per vedere una animazione di queste due situazioni vedere Figura 12 per il modo statico e Figura 13 per il modo dinamico.

le condizioni perché entrambe si verifichino sono:
 

Modo di carico Statico -->

Il tempo di carico è più grande del periodo del nucleo.

Modo di caricoDinamico -->

Il tempo di carico è minore o uguale del periodo del nucleo.

Le definizioni riportate sono basate sul tempo di carico del nucleo e il suo periodo. La Figura 14 serve per illustrare meglio questi due "modi". Essa mostra le regioni di carico per un nucleo bifacciale largo 7.62 cm. di figura 12 e 13. Sull'asse X c'è il tempo di carico e sull'asse Y c'è il rapporto larghezza/spessore al posto del periodo. E' stato scelto questo rapporto perché è direttamente correlato al periodo ed è facile da comprendere. Il periodo di un nucleo è funzione del materiale costituente, della morfologia (larghezza e spessore). E' evidente come la maggior parte degli scheggiatori procedano nel loro assottigliamento progressivo mantenendo un rapporto tra larghezza e spessore del nucleo costante, ecco perché si è deciso di utilizzare come modello un nucleo di periodo simile.

Si è cercato anche di trovare un tempo di carico modello per la Figura 14 ma non ci si è riusciti. Diversamente dal periodo del nucleo, che è solo funzione del nucleo stesso, il tempo di carico è funzione della resistenza del piano di pressione, e della massa e della rigidità sia del percussore (ritoccatore) che del nucleo. Lo scheggiatore non può cambiare la massa o la rigidità del nucleo ad ogni determinato momento, ma può modificare le proprietà del piano di percussione e In più, la rigidità/massa del percussore. Questo ultimo cambiamento può essere logicamente fatto modificando la materia costituente del  percussore- roccia, palco, osso, legno - la sua grandezza o la sua geometria (sferoide o allungata). In modo minore, può essere modificata la rigidità del percussore anche modificando la velocità del colpo e l'angolo d'attacco con il piano di percussione usando percussori asimmetrici (palco, legno).

Figura 14 si riferisce anche alle figure 15, 16, & 17, che sono nuclei con una larghezza di 7,62 cm. Il loro tempo di carico è costante, 0.0002 secondi, e il loro rapporto larghezza/spessore è variabile. Con un tempo di carico di 0.0002 è veramente difficile permanere nel campo del carico statico  (a meno che il nucleo non sia particolarmente rigido). Il nucleo in Figura 15 è nella regione a carico statico. E' spesso 12,7 cm., che corrisponde ad un rapporto larghezza/spessore di 0.6 (e' la classica condizione in cui ci si trova davanti nel luogo di raccolta, con pezzi grossi ed irregolari, generalmente percossi con percussori sferici di grandezza paragonabile).

Figura 16 rappresenta un nucleo con un rapporto larghezza/spessore di 3 (2,54 cm. di spessore) e ci troviamo nel dominio del cerico dinamico (classica situazione dei pezzi "scartati" nel luogo di raccolta della materia prima). Spesso questi pezzi vengono considerati di scarto per il luogo comune che li vede come elementi in fase di ritocco per divenire punte di proiettili, e per qualche motivo, non portati a termine). Sono generalmente creati da percussori rigidi della stessa massa del nucleo.

Figura 17 è lo stesso nucleo visto in figure 12 & 13, che ha un rapporto larghezza/spessore di 7. Il tempo di carico è cinque volte superiore rispetto a figura 13 e 12 volte più veloce del periodo del nucleo. Il tempo di carico è così veloce (in relazione al periodo) che una forte seconda armonica di vibrazione viene a crearsi. Il nucleo inverte la sua direzione di moto diverse volte durante il suo periodo principale di 0.00248 secondi. Cliccando su Figura 17 diverse volte si notano bene queste inversioni. Queste producono rotture a cerniera che sono molto comuni nei punti di raccolta della materia prima (sono dovuti all'uso di percussori troppo rigidi).

Energia -- La causa generatrice delle fratture

Le schegge sono create grazie all'energia immagazzinata nel nucleo, prima che la frattura si inneschi. Maggiore è l'energia immagazzinata, maggiori dimensioni avrà la scheggia.  Figura 6 rappresenta il nucleo che si flette prima dell'innesco della scheggia. Il piegamento del nucleo mostra l'immagazzinamento dell'energia. La resistenza del piano di pressione determina il momento in cui la frattura inizia. Nel momento in cui la forza del percussore eccede la resistenza del piano di pressione/percussione (sia una forza di pressione o di percussione) la frattura si innesca come in Figura 7.

Tre variabili determinano quanta energia pre-frattura è applicata. Sono 1) resistenza del piano di pressione, 2)tempo di carico, e caratteristiche del nucleo. Piani di percussione "forti" accumulano più energia di quelli deboli. I tempi di carico possono causare incrementi o decrementi nell'energia pre-frattura. A parità degli fattori, i nuclei più flessibili acquisiscono maggiore energia pre-frattura.

In Figura 18 è rappresentata l'energia normalizzata applicata al nucleo Vs il tempo di carico normalizzato. Le due immagini in fig.18 sono le stesse, l'immagine più bassa è l'ingrandimento dell'area rossa della figura superiore. L'asse X è il tempo di carico normalizzato (NLT) corrispondente al tempo di carico diviso per il periodo di oscillazione del nucleo.  L'asse Y è l'energia normalizzata (NE) immagazzinata, che corrisponde all'energia pre-frattura applicata al nucleo diviso l'energia pre-frattura applicata al nucleo, come  se al nucleo fosse applicata una forza di pressione. Fig.18 può essere utilizzata sia che si consideri la pressione che la percussione. Può essere utilizzata per qualsiasi nucleo di qualsiasi misura che sia supportato sulla faccia distale. Può essere applicata, infine, a qualsiasi resistenza del piano di pressione.

Discutiamo la curva in Figura 18. Iniziando dall'estrema destra dell'immagine in alto a un valore di NLT di 1000,0 o oltre. Una NLT di 1000 corrisponde ad un tempo di carico 1000 volte più lungo del periodo del nucleo. Siamo in una classica regione di pressione e la curva NE è piatta con un valore uguale a 1. (comprensibilmente, l'energia pre-frattura applicata al nucleo diviso l'energia pre-frattura applicata al nucleo, come  se al nucleo fosse applicata una forza di pressione, risulta uguale a 1 - che è la definizione di NE).

Muovendosi verso sinistra (o verso valori più bassi di NLT) nella Figura 18 la curva  inizia ad oscillare intorno al valore di 1. Ad un valore di NLT di 10, l'oscillazione diventa tra 0,97 e 1,03, che è insignificante nel processo di scheggiatura. Continuando verso valori più bassi di NLT l'ampiezza di oscillazione aumenta (i valori di NE si si scostano sempre più da 1) da 0,8 a 1,2 per valori di NLT compresi tra 1,0 e 2,0. A NLT uguale a 1 , NE risulta uguale a 2. Questo punto corrisponde alla transizione tra carico statico e dinamico.

Attraversando il grafico di Figura 18 verso  l'area di carico dinamico, dove NLT è minore di 1,0, NE applicato al nucleo incrementa fino al valore di picco di circa 1,6 (1,6 volte l'energia trasferita da una azione di pressione) . Questo picco si manifesta a NLT di 0,75. Dopo la curva NE inizia a decrescere molto rapidamente. Ad un valore di NLT di 0,5 NE va a 1,0, e a NLT uguale a 0 NE va a 0.

Tutti gli esempi in Figura 14 riportati nella curva NE nella figura 18. Questi cinque esempi rappresentano tre differenti nuclei tre differenti tempi di carico. Si può notare in figura 18 separa e testimonia queste tre condizioni.

Figura 18 è una esemplificazione della connessione matematica tra pressione e percussione. Può essere fuorviante questo asserto, perché si potrebbe interpretare che la percussione sia presente in tutta la curva NE. Il processo di scheggiatura inizia nel punto di raccolta del materiale (depezzamento di nuclei grezzi) con percussori duri. Nel modello matematico che simula le condizioni reali, la percussione sempre appare al valore NLT di 2,0 o meno. Lo scheggiatore inesperto probabilmente lavorerà nel range di NLT di poco inferiore a 2.0 - Lo scheggiatore esperto farà in modo di trovarsi in un intervallo di NLT di 0,75 con piccole variazioni tra scheggia e scheggia. NLT di 0,75 rappresenta l'energia di picco trasferita al nucleo.

Rimuovere schegge successive dal nucleo mantenendo un NLT di 0,75 non è facile (come sparare ad un bersaglio fermo) Il periodo del nucleo aumenta a mano a mano che esso si assottiglia. Se lo scheggiatore ripete i suoi movimenti con regolarità a mano a mano che rimuove materiale, è come se si spostasse verso sinistra nel grafico di  Figura 18. Le sue schegge diventeranno più facilmente a gradino (step flakes ) perché egli applicherà meno energia al nucleo via via che le schegge vengono rimosse. Per compensare tutto ciò, lo scheggiatore rallenterà la velocità dei suoi colpi, )significa che ridurrà il tempo di carico e si muoverà indietro verso il picco. spesso però lo scheggiatore non sarà in grado di rallentare oltre un certo limite il colpo perché l'impatto non sarà sufficientemente energetico per eccedere la resistenza del piano di pressione e attivare la frattura.

L'Azione successiva che lo scheggiatore compie in modo subconscio  (quando - sempre subconsciamente si rende conto di non poter permanere nell'area di massima energia di picco) è modificare l'angolo di impatto (AOB)  del colpo, muovendo il supporto o selezionando (o creando) un angolo di piattaforma (piano di percussione) più acuto. Questo angolo più acuto causa la creazione di schegge che terminano "a piuma" (feather) o poco prima che la frattura termini a gradino (step). Analogamente , lo scheggiatore sarà in grado di modellare la sua piattaforma di percussione (piano) in modo da renderla più forte, e conseguentemente ottenere schegge di dimensione voluta. Gli effetti di queste due azioni quindi sono quella di  creare schegge con terminazioni a piuma con  forti piani di percussione con sezione "a cuneo". Se tali schegge sono gradite allo scheggiatore, egli potrà continuare fpolliceé il valore di NLT diventerà maggiore di 0,10 e piccoli e inaccettabili schegge fratturate a cerniera (hinge flakes) si manifestano. Normalmente a questo punto, lo scheggiatore passa alla lavorazione a pressione.

Il punto più importante che emerge da questo scenario è che il percussore non viene mai cambiato. Se deve essere cambiato verso un materiale più morbido come palco, osso o legno, allora il nucleo può essere assottigliato di conseguenza. Un percussore più soffice cambia il valore NLT significativamente. Se lo scheggiatore cambia da un percussore duro che opera ad un NLT di 0,75 verso un percussore morbido (e mantiene inalterati tutti gli altri parametri) il nuovo NLT potrà diventare più grande di 0,75. Infatti, non crediamo che un percussore morbido, utilizzato nell'ambito di grossi nuclei (verosimilmente nel luogo di raccolta) con un rapporto larghezza/spessore  intorno al valore di 1, possa operare all'energia di picco NLT di 0,75. Solo quando il rapporto larghezza/spessore diventa più grande il percussore morbido può operare al valore di energia di picco di 0,75. Quando il percussore morbido opera al valore di picco, il percussore duro produce fratture a gradino o a cerniera (se tutti gli altri parametri rimangono inalterati).

I record archeologici e i percussori in rame
I record archeologici provenienti da grandi aree di raccolta e selezione contengono generalmente nuclei bifacciali interi o frammentari. Questi nuclei hanno due tratti comuni. Hanno residui di fratture a gradino e cerniera e raramente eccedono il rapporto larghezza/spessore di 4,5. Potrebbero essere considerati indicatori specifici di un' area di raccolta e vengono definiti  quarry artifacts.

quarry artifacts sono specifici prodotti di nuclei percossi da percussori duri (come ciottoli sferici) che colpiscono su un punto di pressione interno al margine del nucleo. Come scritto precedentemente, lo scheggiatore (su un punto di raccolta del materiale) agisce con percussori duri su grossi pezzi di materia prima e il NLT è nel range di 0,75. Questo valore corrisponde al massimo apporto energetico. A mano a mano che il nucleo viene ridotto e lo scheggiatore non cambia il suo percussore, e il valore di NLT si riduce. Più il processo continua, maggiore probabilità che fratture a gradino e - successivamente - a cerniera si manifestano. A questo punto il rapporto larghezza/spessore è ancora minore di 4,5. Lo scheggiatore può passare al percussore morbido, e continuare a ridurre il nucleo (spesso invece lo abbandona, il nucleo, perché nel luogo di raccolta vi è una grande abbondanza di materia prima e percussori duri a disposizione). I percussori morbidi non sono, invece, abbondanti - e la loro manutenzione è necessaria, continua, come pure la loro sostituzione.

Lontano dal punto di raccolta della materia prima, il valore di essa aumenta. In questo caso, ogni nucleo deve essere sfruttato nel migliore dei modi. In questa configurazione, lo scheggiatore è portato ad utilizzare il percussore morbido trovandosi in un sistema familiare a lui e ben organizzato. Lavorando con il percussore morbido e preparando accuratamente il piano di percussione (che viene colpito sui margini) per ottimizzare il processo di riduzione, egli può aumentare NLT e assottigliare ulteriormente il nucleo senza provocare fratture a gradino o a cerniera. Con un po' di pratica, un valore di NLT di 7,5 può essere mantenuto lungo l'intero processo di riduzione.

Molti moderni scheggiatori usano percussori in rame. Il rame è più simile alla roccia (percussori litici) che non al percussore di palco, e quindi il loro valore di NLT è più simile a quello dei percussori litici. Essi possono manifestare fratture a gradino o a cerniera, esattamente come questi, e molto di più dei percussori morbidi. Praticamente, gli scheggiatori abituati ad usare il rame passano direttamente al ritocco per pressione, senza passare ai percussori morbidi, prima degli scheggiatori che seguono il ciclo percussore duro-percussore morbido-ritoccatore a pressione (passano alla fase di pressione ad uno stadio antecedente di riduzione, in un rapporto larghezza/spessore  più basso).

Considerazioni finali
La teoria della produzione delle schegge presentata in queste pagine si riferisce alla lavorazione di nuclei bifacciali, in tutti gli esempi. Questo non implica che la medesima teoria non sia applicabile ad altri supporti (lame o altri tipi di nucleo) - la lavorazione del bifacciale è più calzante in quanto questo tipo di nucleo passa, durante la lavorazione, da stadi successivi contraddistinti da una grande varietà di periodi di vibrazione (diverse flessibilità) diversamente, ad esempio, da una lama. ad esempio, una lama "esausta" raramente eccede un rapporto larghezza/spessore di 2,0. Tuttavia, come è stato discusso precedentemente, i bifacciali altrettanto esausti riscontrabili nei luoghi di raccolta della materia prima sono contraddistinti da un rapporto larghezza/spessore di 4,5. Assumendo che sia le lame che i nuclei bifacciali inizino ad un rapporto di 1,0 i bifacciali sono assotigliati due volte di più che i nuclei costituiti da lama, e, perciò, passano attraverso ad un grande range  di flessibilità5 .

I nuclei a lama possiedono una rigidità intrinseca superiore; è quasi impossibile che i percussori creino all'impatto la seconda armonica di vibrazione. Detto questo, sembrerebbe consequenziale asserire che in un nucleo a  lama sia impossibile riscontrare un negativo di frattura a cerniera. Guardando Figura 19 è evidente come questo non sia vero: ben tre fratture a cerniera in bella vista. Questo è accaduto, probabilmente, perché è stato usato un percussore morbido. Diversamente dalla percussione su nucleo bifacciale con percussore duro, dove è il bifacciale ad essere l'elemento "vibrante", nella percussione di un percussore tenero su nucleo a lame è il percussore l'elemento che si flette. La seconda armonica compare nel percussore, non nel nucleeo. Questo accade quando la massa del nucleo a lame è ridotta a tal punto da costringere lo scheggiatore ad aumentare la velocità del colpo per ottenere ulteriori distacchi, tenendo il nucleo il più fermamente possibile, per poter ripartire sul piano di percussione l'energia necessaria. Il tempo di carico viene ridotto, e possono manifestarsi delle fratture a cerniera.

Bibliografia

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1992

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Note

1 l'assunto che durante la separazione tra nucleo e scheggia - o che la propagazione della forza - sia uguale a zero, è ovviamente non corretta, in quanto i legami chimici vengono rotti nella propagazione della frattura, e questo richiede un consumo di energia. Nonostante questo, l'energia in questione è veramente minimale rispetto a quella impiegata per la flessione del nucleo, necessaria per superare la resistenza del piano di pressione.

2 La velocità media di 215 m/sec è troppo grande perché il calcolo parte dall'assunto che lo spessore del nucleo vibrante non si modifichi nel momento che la scheggia si sia formata e separata dal nucleo. Questo, ovviamente, non è corretto. osservando Figura 8, la scheggia che si stacca riduce lo spessore del nucleo (di 0,64 cm.) a 0,49 cm. Questo cambia la frequenza e il periodo di vibrazione; un nucleo di 0,49 cm di spessore, lungo 2,54 cm., avrà un periodo di 0.0006059 secondi, circa 30% più lungo. Con questo "lungo" periodo, la velocità media della propagazione della frattura sarà di 168 m/sec. Conseguentemente, la velocità reale sarà tra 215 e 168 metri al secondo.

3 Nelle figure 8 - 10 il modello matematico è stato bloccato proprio prima del movimento successivo che avrebbe provocato la separazione della scheggia dal nucleo. Ovviamente la rappresentazione animata esagera la realtà. 

4 La figura 18 deriva da un modello matematico di una mensola. Una "mensola" è una sbarra supportata ad una unica estremità (un trampolino elastico è una "mensola" di questo tipo). Il bifacciale in Figura 1 è a tutti gli effetti una mensola.

5 Nuclei a lama possono essere ridotti ad un rapporto lunghezza/spessore di 2.0, mentre i nuclei a bifacciale possono essere ridotti ad un rapporto larghezza/spessore di 4.5, che suggerisce come meno materia prima sia "sprecata" . Questo dimostrerebbe come il vecchio concetto che la riduzione a lame faccia sprecare meno materia prima di qualsiasi altra lavorazione...(o che il miglior modo per ottenere profili taglienti - intesa come maggior sviluppo tagliente del prodotto - sia attraverso la creazione di lame).