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Piccoli Primitivi (html)
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Le Tecnologie Primitive e la
Didattica verso i Bambini
Lo scopo dei laboratori didattici rivolti ai bambini è quello
di stimolare l’interesse dei giovani verso la preistoria dell’uomo
dal punto di vista dell’interazione diretta con la materia prima
animale, naturale e con l’ambiente nei suoi equilibri.
E’ un approccio alla cultura del passato attraverso lavori manuali
semplici ma di sicuro effetto, facilmente riconducibile, da un punto
di vista didattico e pedagogico, ad una chiave interpretativa
principale che è quella dell’”ecologia nei processi”.
L’utilizzo della materia prima e delle risorse disponibili spinge il
giovane a ricercare risorse in sé stesso per giungere ad un prodotto
“utile”, senza alcun intermediario e valorizza il rapporto con la
natura arcaico, in quella “Età dell’Oro” ravvisabile nel paleolitico
superiore.
La costruzione di manufatti preistorici (per via della sua
spettacolarità) infatti stimola fortemente la fantasia dello
studente, soprattutto se viene posto continuamente di fronte alla
dinamica del “problem solving” inteso come sistema risolutivo
necessario alla vita dell’uomo nel passato. Nei laboratori, infatti,
si cercherà di comunicare e forzare le necessità (che l’uomo
preistorico giocoforza viveva) nel risolvere i problemi quotidiani
pratici della sussistenza utilizzando le mani, il cervello e le
risorse naturali, sviluppando una tecnologia via via più complessa,
il cui messaggio, oggi, vive in una cultura del “non spreco”
purtroppo negletta (assolutamente contro tendenza…).
La potenzialità di un gruppo di giovani studenti (più piccoli sono
maggiore è l’effetto dirompente delle piccole scoperte da loro fatte
e l’imprinting che possono ricevere) è altissima: il lavoro di
gruppo, la complementarità dei ruoli in funzione delle
abilità/attitudini personali, la geniale creatività non ancora (o
comunque in piccola parte) contaminata dalla cultura moderna
consumistica, provvedono a sviluppare naturalmente processi di
auto-completamento, gerarchizzazione e solidarietà, processi basati
sul merito e non sulla finzione. Ovviamente rivitalizzano in modo
empirico le loro sensibilità verso la natura e le materie
disponibili in essa, rendendo più comprensibile la cultura di chi ci
ha preceduto e evidenziando la “rottura” odierna con un mondo allora
in equilibrio.
Vengono studiate le tecnologie più complesse e nello stesso tempo
importanti per il corso dell’evoluzione: il fuoco (ottenuto tramite
frizione di legni e scintille da pietra focaia) la lavorazione della
pietra per ottenere utensili taglienti e raschianti (ottenuta dalla
semplice percussione) la realizzazione di colle con la resina
vegetale, la costruzione di utensili più elaborati (coltelli con il
manico, raschiatoi, frecce impennate, strumenti in osso e manufatti
in pelle), la macinatura del grano con percussore e pietra di
supporto.
Saranno momenti topici atti a definire gli stadi più importanti
dell’evoluzione umana, dal paleolitico alla neolitizzazione,
evitando sovrabbondanza di termini tecnici e privilegiando
l’approccio manuale – visivo e gli aspetti naturalistici
interspecifici.
Finalità dei laboratori
1- Organizzare un "grande gioco", protratto nel tempo che si
allarghi ad altre classi o ad altri alunni.
2- Stimolare uno spirito e un lavoro di gruppo che permetta nuovi
ruoli al di fuori della routine.
3- Favorire una maggior integrazione fra gli alunni.
4- Incentivare il "fare con le proprie mani" propedeutico al
"pensare con la propria testa".
5- Sviluppare attività diverse rispetto a quelle curricolari, ma ad
esse riconducibili.
6- Creare centri di interesse naturalistici interdisciplinari. Approfondimento:
i
Piccoli Primitivi
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