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REPORTS

1 Giugno


Pubblicato il volume L'Arco di Baleison
di Enrico Ascani (Delegazione di cuneo)

Questo libro brilla per la sua originalità. L’Autore con semplici ma efficaci osservazioni parte dall’esame di due affreschi medievali della sua zona, dedicati a San Sebastiano e giunge alla ricostruzione della catena operativa necessaria alla fabbricazione dell’arco in legno a doppia curvatura, l’arco tardo gotico, e dei suoi accessori.

Ma la lettura riserva delle sorprese: tra l’alternarsi delle frasi gergali degli artigiani della terra di Enrico, la Val Maira, pittografiche quanto le bellissime illustrazioni di sua mano, si legge una grande competenza e soprattutto si percepisce molto “cuore”, ove il racconto di appendice (che potrebbe essere un’opera a sé ma che si integra perfettamente nello spirito del libro) aiuta chi legge a precipitarsi nell’ambiente.
Chi avesse la fortuna di frequentare quei luoghi e quelle persone, gli “amici” della Compagnia L’Arc, che tra loro parlano ancora l’arcaica e affascinante lingua occitana, capirebbe immediatamente di molte cose meravigliose, andate perdute ovunque ma non nella loro antica terra di confine, aspra e suggestiva, sospesa tra il passato ed il presente.

L’opera, a mio parere, in questi tempi riveste una particolare importanza. È da più di vent’anni che sogno un libro sulla ricostruzione dell’arco storico “italico”, un libro di difficile realizzazione perché poche sono le fonti e dimenticata ne è la tradizione. I tanti artigiani e cultori di arcieria storica che per la mia attività professionale ho esortato nel passato hanno lasciato tristemente inevasa questa mia speranza. Non che l’Italia sia povera di risorse, da questo punto di vista, anzi: la comunità nazionale degli appassionati della disciplina dell’arco storico, sia nella sua componente legata agli aspetti ludico culturali del re-enactment piuttosto che agli aspetti speculativi dell’archeologia sperimentale, è in evidente crescita e fermento.
Enrico ha quindi un grande merito, nell’aver esaminato con molta attenzione delle immagini sotto l’occhio di tutti e dall’aver tratto da esse un grandissimo numero di informazioni; una via originale e trasversale che, unitamente con la conoscenza delle tradizioni locali, ha permesso di concretizzare una cornice di riferimento di tutto rispetto. La guida alla ricostruzione dell’Arco di Baleison ha questa forza: pone il soggetto Arco in una luce forte e emblematica, connessa al tessuto storico-antropologico e tale da evidenziarne gli aspetti di Bene Culturale.

Accolgo con soddisfazione questo piccolo trattato anche per una ovvia e personalissima questione di principio. Ho sempre vissuto non troppo bene le “calate dal nord Europa”, o peggio, dagli Stati Uniti, di scritti e riscritti più o meno dotti sulle tradizioni del Longbow e degli archi Indiani, tradotte o no in lingua italiana che fossero, pensando con malinconia che la nostra, di tradizione arcieristica antica, avesse bisogno di linfa vitalizzante; così quando Enrico mi mise tra le mani la prima volta il suo manoscritto, anticipandomi che esso era frutto di una sua ricerca personale, priva di alcuna velleità se non l’intenzione di coordinare i risultati della sua ricerche e delle sue riflessioni durate tanti anni, mi entusiasmai e insistetti, con forza, per la sua pubblicazione. Dall’alto della sua modestia, e ad onor della sua sincerità, fu un’impresa piuttosto complessa.
Un consiglio: non accontentatevi di una prima lettura, fate decantare questo libro e sorseggiatelo a lungo, nel tempo.
V. B.

Il Libro può essere richiesto direttamente all'Autore::: enricolarc@libero.it


 

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