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REPORTS

Corso per Operatori Didattici in Archeologia sperimentale e Tecnologie primitive -

 

Programma dell'Unità didattica di Paletnologia - 16 ore

docente: Cristiana Ruggini 

In considerazione del fatto che il corso è rivolto a persone con percorsi formativi anche molto diversi il raggiungimento dell’obiettivo principale avverrà attraverso una serie di lezioni tematiche la cui finalità non solo sarà quella di dare una conoscenza di base della materia ma anche e soprattutto fornire degli strumenti critici per futuri e personali approfondimenti della materia archeologica. L’intento dunque sarà quello di illustrare i vari passaggi della ricerca archeologica e degli strumenti a nostra disposizione, per mezzo dei quali l’archeologo opera la ricostruzione delle modalità di vita delle società del passato.

Il modulo di introduzione alla Paletnologia:
Obiettivi: conoscenza delle problematiche storico-archeologiche relative alla preistoria italiana con particolare riferimento all’area campana e lucana (problemi connessi alla preistoria campana: poche indagini sistematiche anche in considerazione del fatto che pochi archeologi campani si occupano di preistoria, alcuni contesti importanti sono stati indagati molto tempo fa con tecniche ormai desuete, in molti casi i risultati delle ricerche non sono pubblicati oppure se lo sono stati, non in modo esaustivo, alcuni aspetti più noti tipo il paleolitico di Camerota, gli aspetti funerari dell’eneolitico, gli scavi TAV).

Il lavoro dell’archeologo. Chi è? Dove lavora (Soprintendenza, Università e rispettive competenze)? Come è cambiato il nostro lavoro. Come è oggi il nostro lavoro (problemi, prospettive, le nuove tecnologie). Finalità di questo lavoro (ricerca, tutela, conservazione, fruizione di massa e su scala locale).
Gli strumenti conoscitivi. Lo scavo archeologico. Le scelte preliminari (perché si fa, come si imposta una scavo, scelte di scavo-danni, tempi, costi).Dallo scavo per trincee allo scavo stratigrafico in estensione (storia di disastri e informazioni perdute). Concetto di stratigrafia. La documentazione di scavo (dai metodi tradizionali alle moderne tecnologie). Modalità di raccolta dei reperti. L’archeologia contestuale. Conservazione di un sito in corso di scavo (più che altro sottolineare la necessità di porsi questa domanda). Musei all’aperto (il problema della fruizione in generale ed in particolare della fruizione di un sito preistorico).

bioarcheologia, cultura materiale, scambi
Le discipline bioarcheologiche (rapporto sinergico tra archeologo e specialista): archeozoologia (cosa mangiavano, modalità di allevamento, ricostruzione paleoambientale, mobilità sul territorio), archeobotanica (cosa mangiavano, ricostruzione paleoambientale), antropologia fisica (modalità di seppellimento, modalità di accesso alle necropoli, paleopatologia), archeometria (luoghi di approvvigionamento delle argille, tecnologia della produzione). Brevi cenni sulla cultura materiale e sul suo potenziale informativo: aspetti funzionali, stilistici, elementi di contatto, scambi. Ceramica, litica, metalli, elementi per la tessitura, arte, beni esotici.

gli insediamenti
Insediamenti: che informazioni ci forniscono in relazione alla ricostruzione di una società del passato? Resti strutturali (organizzazione spaziale, le strutture abitative, quelle funzionalmente differenziate), cultura materiale (potenziale dell’archeologia contestuale), quali dati ci forniscono in questo caso le discipline bioarcheologiche?, l’etnoarcheologia. Caso studio relativo alla preistoria campana.

gli aspetti funerari:
Gli aspetti funerari: che informazioni ci forniscono in relazione alla ricostruzione di una società del passato? Modalità di seppellimento e rituale funerario, quali dati ci forniscono in questo caso le discipline bioarcheologiche (con particolare riferimento all’antropologia fisica)? Ausilio degli schemi interpretativi dell’antropologia culturale. Caso studio relativo alla preistoria campana.

l'archeologia dei paesaggi
La scala territoriale: l’archeologia dei paesaggi. Cosa è? Che informazioni ci fornisce? Anche in questo caso gli specialisti (geologi, geomorfologi, pedologi, etc.). Le nuove tecnologie, le indagini non distruttive. Il potenziale dell’archeologia dei paesaggi nella conoscenza e conservazione dei beni ambientali e culturali presenti su un territorio. Caso studio relativo alla preistoria campana.

Neolitico, Eneolitico in Italia meridionale

età del Bronzo in Italia meridionale

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Programma delle unità didattiche:

Laboratorio Didattico - pedagogico

Comunicazione e valorizzazione della ricerca archeologica

Antropologia, paleontologia umana, preistoria e protostoria del comprensorio Campano e Lucano

Tipologia e tecnologia dei reperti litici; prove sperimentali e riproduzioni;

Tipologia e tecnologia dei reperti di ceramica e di vetro; prove sperimentali e riproduzioni;

Tipologia e tecnologia dei reperti in metallo; prove sperimentali e riproduzioni;

Tipologia tecnologia dei materiali organici deperibili

Stage

Elaborato finale

 

 

 

 

 

 

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