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“DE MORE MAIORVM”
“Usi e costumi degli antichi romani”
Giano dell’Umbria 8-9-10 Settembre 2006
 

Nell'ambito della manifestazione "De More Maiorum", organizzata da KRONOS,  prossima Delegazione di Giano dell'Umbria (PG) di Paleoworking, sono stati effettuati alcuni interessanti esperimenti "aperti" che fanno parte di un progetto più ampio legato allo studio della balistica terminale delle armi da getto, in corso dal 2005. La simulazione di Giano è stata l'occasione di presentare un esperimento condotto con ragionevole rigore ad un vasto pubblico di interessati, turisti, archeologi, curiosi e appassionati. Dal punto di vista dellla spettacolarizzazione, la I Legio Italica si è cimentata in dimostrazioni di vario genere riguardanti le tecniche di combattimento e di manovra. Particolarmente interessanti sono state le prove di tiro (con frecce rese "inoffensive") sulla "testudo" formata dai legionari in avanzamento (1, 2). Nel corso della giornata è stata eseguita una sperimentazione sugli scudi con frecce munite di armature in ferro e bronzo.

Prove di penetrazione
sugli scudi rettangolari

In questo caso i test riguardavano la resistenza degli scudi romani alla penetrazione. I test qualitativamente hanno dimostrato una insospettabile resistenza agli impatti, e sono stati condotti  considerando il sistema chiuso basato sulla conoscenza dell'energia cinetica /quantità di moto delle frecce, della loro morfologia e le caratteristiche di realizzazione di due tipologie di scudo "A" e "B", come documentato nelle foto 2, 5,6,e 7. Il primo costituito da tre strati di faggio, il secondo (tarda Repubblica) da due strati, ma spesso 1,9 cm. e inframmezzato da panno di feltro, come riportato da Polibio.

Il sistema "chiuso"

E' indicato dalla misurazione della velocità di impatto, la conoscenza della massa totale della freccia e dalla parametrizzazione della superficie dell'asta/punta e tipologia della cuspide. Da ciò che è emerso, o i Germani e i Celti usavano archi più forti e frecce più pesanti, oppure si comprende come i Romani gliele abbiano (quasi) sempre ...suonate.

foto 1

foto 2

Per la cronaca, le prove di tiro sono state eseguite con un arco di tasso di 87 libbre di carico a 30", le frecce, di varia massa (a diametro costante, 9 mm), hanno impattato ad una velocità media di 158 fps. Le cuspidi (vedi foto3) erano di varia tipologia, tutte a cannone, in ferro e in bronzo. Le uniche ad ottenere una penetrazione significativa sullo scudo di tipo "A" sono state quelle a profilo allungato e a sezione rettangolare (A,C).


foto 3

  A B C D E F G H
massa (grs) 760 710 718 720 735 730 716 725
velocità di impatto (fps) 142 169 152 150 144 149 161 149
penetrazione (mm) 316 118 297 270 130 133 220 98

Tab.1) Test sullo scudo "A"

la tabella 1) riporta i dati specifici  medi per ogni tipologia di freccia. Sono stati eseguite varie serie di tiro con tutte le otto tipologie. Sullo scudo di tipo "A" si sono riscontrati questi dati, mentre su quello di tipo "B" nessuna freccia ha penetrato in modo significativo. All'impatto solo le punte sono rimaste conficcate, testimoniando un colpo violento e assolutamente non ammortizzato. Anche in questo caso, la forma a "quadrello" (A) si è rivelata la più efficace, anche se la punta ha trapassato lo scudo uscendo dalla parte posteriore di soli 31 mm. La classica tipologia ad alette, pur non subendo particolari deformazioni, si è rivelata essere  la meno efficiente, per via della sua alta superficie d'attrito.

Dati più precisi possono essere consultati sul portale "Arcosophia" (N.6, novembre 2006 - Greentime ed.Spa).

 


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foto 4


foto 5 - cuspide B post impatto


foto 6 -scudo tipo "A"


foto 7 -scudo tipo "A"

foto 8 -scudo tipo "B" (Foto Sara Casti)

foto 9 -scudo tipo "B" (Foto Sara Casti)

 

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